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Storia

Sacerno centro del mondo

Il centro del mondo è a dieci chilometri da Bologna, sulla riva destra del Lavino, a Sacerno di Calderara di Reno. Il centro del mondo, o meglio il "mezzomondo" come si riscontra da una consuetudine accertata nella zona. E' segnato da un cippo quadrilatero seminascosto sotto l'argine, che testimonia, con quattro lapidi di unica ispirazione ma di tenore diverso, della centralità del luogo e del perché. "Affinché, non perisse la memoria di un tale luogo - così, più o meno, suona una delle iscrizioni - i Servi di Maria nel 1770, con l'approvazione unanime del Senato bolognese, hanno ricostruito più solido questo monumento, già disfatto quattro volte dall'inclemenza del tempo".

Proprio qui, secondo l'iscrizione più importante ed il parere di alcuni studiosi, si sarebbero incontrati del 43 a.C., dopo la morte di Cesare, i triumviri per concordare la celebre spartizione dell'Impero romano che vide, per poco, Ottaviano padrone dell'Europa, Antonio dell'Asia e Lepido dell'Africa.

Veramente, sembra che secondo una versione più accreditata il luogo dello storico incontro sia situato altrove, nei pressi del Reno, a Trebbo di Castel Maggiore. E' in ogni caso difficile arrivare ad una sicura identificazione del luogo: le testimonianze storiche sono imprecise al riguardo ed anche contradditorie. Di certo si sa che l'incontro avvenne nelle immediate vicinanze di un fiume del Bolognese. Gli uni si sono riferiti al Reno gli altri al Lavino o al Samoggia. E tali fiumi nel corso dei secoli, hanno in parte modificato il loro corso.

Del resto la precisione non è così essenziale, in una materia che vede gli avvenimenti storici dare alimento al mito, farsi mito. A favore di Sacerno, tuttavia, concorrono altri richiami, come appunto la tradizione orale che qui riconosce il centro, il "mezzomondo". E in effetti l'ipotesi è suggestiva: una località oscura si è fatta cardine riflettendo, per la forza di una decisione, la grandezza di tutto un Impero. Forse per assecondare tali concordanze si è visto in Sacerno un toponimo derivato del latino sacerno: divido. E' un'etimologia dubbia, se si considera che nel tempo e fino al XVI secolo la località era chiamata San Chierno. Si tratterebbe invece, secondo la geniale e probabilmente esatta intuizione del dott. Moreali, di un nome di origine celtica, "santificato", come tanti altri, per le esigenze del culto cristiano Chierno verrebbe dal Kernunnos, il dio cornuto dei Celti, sovente associato nel culto, sia al corso dei fiumi, sia all'asse o centro del mondo.

La singolare centralità di Sacerno appare allora tanto più significativa perché ben anteriore alla divisione dei triumviri, e quindi diversamente motivata. Ogni luogo sacro, "elevato", è infatti il centro del mondo, in particolare per i Celti che vi pongono una pietra, detta del cielo o del fulmine. Sarebbe una storia troppo lunga raccontare come attraverso il fulmine, la pietra, il luogo elevato e sacro, si arriva puntualmente al dio Kernunnos, secondo una radice che ritroviamo quasi identica negli italiani corno e corona. Però a conferma di un'etimologia ancora viva, troviamo nella chiesa di Sala Bolognese il dio cornuto raffigurato in un bassorilievo dell'altare maggiore. Così, forse l'incontro dei triumviri è stato localizzato proprio a Sacerno quasi a giustificare, o a rinnovare, l'attributo di "mezzomondo", che questo luogo non ha mai voluto perdere. Quattro corni di ferro orientati secondo i punti cardinali concludono al vertice il monumento commemorativo del triumvirato contribuiscono, con il loro anacronismo, alla indefinibile sensazione di lontananza dalla storia che accompagna una visita del luogo. La vicina chiesa di S. Elena, di antica e illustre fondazione, sorse allora a consacrare un luogo già sacro ad altri culti, e la croce bizantina che si ergeva sulla colonna antistante la rotonda preromanica, stava forse a rivendicare per Sacerno l'attributo di "mezzomondo" cristiano.

Antonella R. Monaco